La cucina può essere sostenibile?

La cucina è sempre stata il luogo delle attività domestiche, ma negli ultimi tempi è stata riconosciuta come la maggor fonte di inquinamento.

Come fare per ridurre al minimo le emissioni di inquinanti? Agire sui nostri piccoli gesti quotidiani e seguire alcune linee guida è la soluzione per evitare di essere i protagonisti dell’inquinamento ambientale.

1 RIDURRE I RIFIUTI E GLI SPRECHI ALIMENTARI: come prima cosa occorre fare la spesa in modo intelligente e mirato, usare sacchetti biodegradabili o borse riutilizzabili;

acquistare alimenti biologici, a Km zero, senza imballaggi e possibilmente di stagione;

comprare ricariche per i dispenser e detersivi alla spina;

ricordarsi che comprare cibi pronti è più costoso e i loro processi di produzione non sono trascurabili;

non acquistare acqua minerale in bottiglia, ma quando è possibile preferire quella del rubinetto;

2 RIDURRE LE EMISSIONI

Ai fornelli: per ridurre i tempi di cottura si può usare la pentola a pressione, utilizzare i coperchi sulle pentole, utilizzare acqua fredda da portare a ebollizione sui fornelli anzichè farla uscire calda dai rubinetti permette di risparmiare acqua e energia.

Elettrodomestici e lampadine: ridurre l’uso del microonde e evitare l’uso delle piastre a induzione, utilizzare elettrodomestici di classe A, dotarsi di piccoli fornetti che consumano la metà, usare lavatrice e lavastavoglie a pieno carico, posizionare il frigorifero lontano da fonti di calore, utilizzare lampade a basso consumo.

Un altro sistema per risparmiare energia e mangiare sano è prodursi gli alimenti da sè. Oggi più che mai moltissima gente sperimenta l’autopruduzione di pane, biscotti e pasta.

Producendo un chilo di pane utilizzando farina biologica non si spende più di 1,50 euro compresa la cottura.

Si possono produrre anche detersivi come ad esempio:

detersivi per vetri e superfici: 1/3 di acqua distillata, 1/3 di alcool, 1/3 di ammoniaca;

detersivi per acciaio e ceramica: aceto bianco diluito con 2 parti d’acqua;

anticalcare: miscela 3 cucchiai di acido citrico e 3 cucchiai di bicarbonato sciolti in un litro d’acqua.

I francesi dicono no al nucleare

Lo scorso 11 marzo in Francia è stata creata una catena umana lunga ben 235 km per dire no al nucleare. La catena formata da persone partiva da Lione per arrivare poi ad Avignone. La zona non è stata scelta a caso, infatti la valle del Rodano con i suoi 11 reattori (contro i 58 dell’intera Francia) è la zona più nuclearizzata di tutta Europa. Non è difficile immaginare cosa accadrebbe in caso di incidente.

Alla manifestazione era presente anche Legambiente per bocca del suo presidente Cifani che ha così commentato il movimento dei francesi:”un’iniziativa pacifica promossa dall’associazione Sortir du nucléaire che, a un anno dallo tsunami e dal terribile incidente alla centrale giapponese di Fukushima, richiama l’attenzione sui rischi del nucleare e chiede a gran voce la denuclearizzazione della Francia, insieme a una profonda riconversione green del sistema energetico di quel paese fondata su rinnovabili ed efficienza“.

Nel mondo sta comunque avanzando l’idea di abbandonare il nucleare. Secondo i dati rtaccolti si passerà da una dipendenza del 13.5% del 2010 a 6.2% nel 2050. Ci auguriamo che la Francia che è uno dei paesi che più si appoggia sull’energia nucleare capisca che ci sono altre fonti di energia più sicure e più eco-compatibili.

Super alcolici equo-solidali

Dalla coltivazione in America Latina alle distillerie Francesi. Questi sono i pochi passi che rendono Fairspirits la prima linea di super alcolici certificata organic e anche equo-solidale. Un buon bicchiere offerto da una ditta francese (Fair) che importa i materiali per i suoi distillati dalle americhe favorendo anche lo sviluppo delle comunità che lavorano per produrre i materiali necessari. In poche parole possiamo definirla una catena dalla fattoria alla distilleria.

I liquori prodotti dalla Fair sono 3: uno a base di caffè, un distillato a base di bacche di Goji e infine una speciale vodka prodotta con distillato di Quinoa. Il caffè è prodotto in Messico, le bacche di Goji provengono dal Malawi, mentre la Quinoa dalle ande Boliviane.

Tutte le sostanze organiche sono certificate organics, quindi senza l’uso di prodotti chimici.

Per maggiori informazioni: http://www.fairspirits.com/product.html

Usi alternativi del riso

Il riso non è solo un prezioso alimento, ma anche un valido aiutante in molte idee di riciclo. Infatti con del riso si possono creare molti oggetti a costo zero,come ad esempio delle maracas. Andiamo allora a vedere gli usi del riso.

  1. Una manciata di riso potrà essere aggiunta alle vostre saponette fatte in casa per ottenere un’azione levigante sulla vostra pelle.
  2. Il riso vi aiuterà a raggiungere i punti difficili da pulire in vasi e bottiglie dall’imboccatura stretta. Mettete una manciata di riso dentro al vasetto aggiungete dell’acqua calda e qualche goggia di sapone liquido, agitate e risciacquate.
  3. Il riso vi potrà essere utile per eliminare gli odori e rimasugli dal vostro macinacaffè e macinaspezie. Macinate del riso all’interno di essi del riso bianco o integrale. Fate in modo che il riso versato all’interno copra le lame.
  4. Non buttate mai l’acqua di bollitura del riso. Potrà essere utilizzata per la vasca da bagno e ottenere un effetto emoliente. Può anche essere utilizzata come lozione addolcente per il viso e per il corpo, da applicare con l’aiuto di un panno di cotone.
  5. Il riso è un buon conduttore di calore, quindi potete utilizzarlo per fare una borsa dell’acqua calda. Basta un sacchetto di stoffa dove verrà versato all’interno del riso e poi riscaldare il tutto sul termosifone.
  6. Aggiungere dei cucchiai di riso alla nostra saliera eviterà che il sale prenda umidità e che si formino i grumi. Lo stesso discorso vale per lo zucchero.
  7. Per fare divertire i più piccoli prendete un barattolo, meglio se in plastica, e riempitelo parzialmente di riso, avrete così delle maracas a costo zero e potrte decorarle come più vi piace.
  8. Riempiendo con del riso un vecchio guanto dei vostri bambini e cucendone l’estremità, otterrete un magnifico gioco per il vostro gatto.
  9. Con del riso basmati potrete fabbricare una colla vegetale adatta per i piccoli lavoretti dei vostri figli. Versate un bicchiere di riso in acqua e lasciate sobbollire per 45 minuti o fino a quando i chicchi cominceranno a sfaldarsi. Scolate e passate tutto nel mixer cercando di eliminare eventuali grumi, conservate i barattoli ben chiusi in frigo.
  10. Create la vostra borsa del ghiaccio alternativa. Mettete del riso in un sacchetto di stoffa e conservate in congelatore. Potrete utilizzarla nei momenti di bisogno come febbre o contusioni.

 

Risparmiare in cucina con solo 10 mosse.

Per risparmiare energia in cucina ci sono delle semplici e poco costose regole da seguire. È stato infatti provato che il 10% degli sprechi in cucina deriva dal forno, dal frigo e dal piano cottura. Andiamo allora a vedere queste 10 semplici regole.

  1. Sul gas utilizzare sempre la retina spargifiamma: è poco costoso e ha la capacità di spargere la fiamma uniformemente scaldando prima pentole e padelle.Si può tenere così il gas basso e risparmiare sull’erogazione.
  2. Utilizzare sempre i coperchi: si consiglia di fare due buchini sul coperchio per permettere all’aria di passare attraverso ed evitare così che l’acqua si rovesci sulla fiamma.
  3. Cuocere i cibi impilando le pentole: proprio come si faceva una volta! Una pentola sopra l’altra non si scalda solo grazie al calore, ma anche grazie al vapore della pentola sottostante.
  4. Se dovete scaldare qualcosa:
    è buona regola utilizzare i termosifoni se sono già accesi.
  5. Per cuocere la pasta: quando cuocete la pasta non mettere mai il sale prima che l’acqua bolla. Il sale infatti rallenta il processo di ebollizzione.
  6. Il forno: va utilizzato con parsimonia e sopratutto è meglio organizzarsi per scaldare più piatti contemporaneamente.
  7. L’acqua della pasta: quando la pasta è cotta siamo abituati a buttare l’acqua. In realtà questa acqua di cottura può avere altri usi ad esempio pulire i capi di lana, darla alle piante o ancora la si può usare per il water.
  8. Non mettere mai in frigo gli alimenti ancora caldi: lo sbalzo di temperatura fa lavorare il frigorifero più del dovuto.
  9. Spolverare le spire dietro al frigo: a volte è bene dare una spolverate alle serpentine dietro al frigorifero in modo che il condensatore possa espellere più velocemente il calore.
  10. Non mettere mai il frigo al fianco del forno: o a fianco del piano cottura, il calore farebbe lavorare troppo il frigorifero.

Se si seguono questi pratici consigli si avrà un risparmio del 10% sui consumi della nostra cucina.

Arriva la bicicletta 100% ecologica

Si chiama Juan Muzzi l’inventore della prima bicicletta prodotta con materiali 100% riciclati come, ad esempio, pet, polipropilene, nylon e abs. Sono queste le materie prime utilizzate dall’artista che ruba ai cassonetti per produrre le sue biciclette senza saldature e vernici.

La Muzzi Cycles è in grado di riciclare 15.840.600 bottiglie di pet ogni anno, che equivalgono a 132.000 telai di biciclette risparmiando così 980.732 kg di petrolio e 2.738.227 kg di CO2.

Il progetto stà avendo un grande successo in Sud America, tanto che, se all’inizio si faceva fatica a trovare i finanziamenti, l’industria ora produce a pieni regimi le biciclette low cost, 100% riciclate e che non arrugginiscono. Muzzi racconta che tutti quelli a cui veniva esposto il progetto gli rispondevano che era una buona idea per la Germania o per gli Stati Uniti, ma non per il Brasile. Poi ci fu la svolta, il banco uruguaiano decise di finanziare il progetto dando così il via alla produzione.

Lo stile della bicicletta è simile a quella del corpo umano, un’idea di cavità e leggerezza, flessuosità, agilità e sicurezza ha guidato l’artista alla costruzione della bicicletta più ecologica del mondo. Per accquistare una bicicletta molto green basta visitare il sito http://www.muzzicycles.com.br.

 

Sarà il tabacco a curare l’Hiv

L’Hiv è una malattia che affligge molte persone. Per anni si è cercata una cura e, forse, ora abbiamo trovato la cura. Secondo gli ultimi studi effettuati nel programma Pharma-Planta, in una copartecipazione tra Enea, Cnr e Università di Verona, il tabacco sarebbe la cura. Una ricerca tutta italiana che stà portando a buoni risultati. I farmaci sviluppati in base vegetale hanno costi di produzione molto inferiori rispetto a quelli sviluppati dai microrganismi, manonostante questo ci si aspetta che siano alterttanto eficaci e più sicuri.

Grazie alle piante di tabacco geneticamente modificate, è stato prodotto e purificato un anticorpo umano che neutralizza ad ampio spettro molti isolati del virus Hiv-1 e potrebbe presto diventare strategico per la prevenzione nei paesi più poveri e più colpiti. I risultati di laboratorio sono stati sviluppati in una vera linea industriale e la quantità di farmaco prodotta è stata sufficiente per la sperimentazione clinica, che ha avuto inizio nel giugno 2011 nell’università del Surrey nel regno unito.

L’impianto costruito per questo farmaco “verde”potrà essere utilizzato per produrre e purificare altre proteine ricombinanti con effetti farmacologici.

Il nostro augurio è che questo farmaco possa funzionare al meglio per poter combattere questa grave malattia. I nostri complimenti vanno invece a tutti i ricercatori Italiani che hanno collaborato alla ricerca che cambierà la vita a tante persone.